Semaforo rosso per i pedoni

Ebbene si, ho interrotto il progresso di questo blog, di questa idea nuova, semplicemente perché a corto di idee, non mi piace girare sempre intorno allo stesso cerchio. Sono partito troppo in fretta senza darmi un giusto equilibrio per portare avanti l’idea. Ma questo non vuol dire, per il momento mi fermo davanti a questo semaforo, in attesa di ritrovare la giusta direzione. Nel frattempo qualcosa per il blog “Cattura” è uscito fuori a motivarmi per continuare a scrivere.
Toni

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Una ragazza attraversa e sbadiglia, la sera sta calando sulla città. 

Questa volta attraversamento serale, tornando a casa. Sta calando la sera, alla ragazza scappa uno sbadiglio, ma la sua camminata è abbastanza attiva. Lei è carina, con uno chignon sui capelli neri, decisa nei suoi passi, potrebbe aver appena finito al lavoro o forse è reduce da un appuntamento galante, ma perché no anche da un incontro con le amiche. Mi piace chiamarla Lucy, nome generato dalla mia mente per contrastare il buio che sta scendendo, lei certamente è una luce che cammina in questa mite serata primaverile.

Ancora una ragazza con passeggino. 

La giornata è bellissima, e a quest’ora del mattino è piacevole fare giri per faccende casalinghe o anche solo per fare una passeggiata. Anche lei è molto bella, si tratta di una ragazza di colore, giovane, con un corpo ancora da ammirare, e il bambino potrebbe avere circa un anno.
Lei la voglio chiamare Eva, perché crea un contrasto ben definito con una certa credenza popolare. Invece il bambino l’ho battezzato Michael, ovviamente come Jacko, perché i bambini sono il simbolo dell’innocenza.

L’uomo e il cane. 

Arrancano entrambi sulle strisce, sabato pomeriggio caldo, l’uomo un po’ trasandato, il cane con la lingua di fuori. Appaiono vecchi, stanchi. Forse è solo questa giornata che li trasmette così ai miei occhi, magari incontrandoli stamattina avrei visto una scena diversa.

Donna incinta. (Speriamo che sia femmina) 

Bella ragazza, meno di trent’anni. Ha un aspetto sereno, si vede che è consapevole della vita nuova che sta inventando, come quando si crea un disegno fantastico da una tela bianca. Una busta con marchio griffata nella mano, è appena stata a comprare qualcosa per risaltare la sua bellezza. Ora doppia, ora eternamente unica.
Quella creatura che porta in grembo non chiude il cerchio della speranza, cavalca invece il simbolo dell’amore e si incontra con il cuore che resiste. Che bello vederla camminare sul mondo, che bella vederla apparire da lontano.
(Raccontami una favola…quella in cui ti sposo)

Una ragazza che spinge il passeggino. Seduto sopra , un bambino. 

Un attraversamento classico sulle strisce questo, magari con qualche variante, ma capita spesso. Questo quadretto mi ha colpito per la discreta associazione che i due elementi trasmettevano. Il bambino sul passeggino sorrideva e si trastullava, insomma un classico e normalissimo bambino, è stato il primo che ho osservato e ho pensato a una scena gioiosa. Ma quando ho spostato lo sguardo sulla donna, sicuramente la madre, giovane sulla trentina, ho visto un altro mondo. Lei era pensierosa, quasi preoccupata, mentre spingeva la carrozzina continuava a guardare il suo bambino, e mi ha fatto venire in mente una delle novelle che preferisco, riportata in un antologia di Italo Calvino. Narra di una giovane donna che presenta il futuro marito a un pranzo di famiglia, ma una volta inviata in cantina dal padre a prendere dell’altro vino, comincia a pensare al proprio futuro e a un probabile bambino, a cui darà nome Cicco Petrillo, ma se poi il bambino si ammala? Questa storia ha un seguito che non sto certo a riportare qua, ma l’accostamento con i pensieri cupi della giovane madre sulle strisce pedonali ci sta tutto. Speriamo bene almeno per i nostri bambini.

Donna con dei pacchetti. 

Lei è giovane, direi sui 30/35, porta tenendo le braccia a mo di base per un pacchetto di dimensione grande, pur avendo uno spessore minimo, e sopra di questo sono adagiati altri due pacchetti, uno più piccolo dell’altro. I tre pacchi sono incartati alla medesima maniera, stessa carta bianca con delle scritte. Probabilmente l’intestazione di un negozio (mi è venuto in mente che potrebbe essere di una farmacia, ma solo perché ce ne è una in quella direzione).
Cosa potevano contenere quei pacchetti, escludendo medicine, delle creme, prodotti di bellezza, tipo maschere per il viso, nel caso fossero stati per una donna.
Ma anche soluzioni per arrestare la caduta dei capelli o prima e dopo barba, e perché no anche ceretta per eliminare i peli del petto, tutto questo indirizzato a un uomo ovviamente.